BMI: formula matematica

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Come calcolare il proprio Indice di Massa Corporea (BMI).

L’Indice di Massa Corporea detto anche BMI (dall’inglese: Body Mass Index) è un numero che esprime il rapporto esistente tra il peso in chilogrammi di una persona ed il quadrato della sua altezza espressa in metri.

Il BMI è considerato un indice molto più attendibile del solo peso corporeo per definire le caratteristiche fisiche di una persona. Per questo motivo viene di solito usato per la diagnosi delle patologie nutrizionali. Per calcolare il vostro BMI fate in questo modo:

• Prendete il vostro peso in chilogrammi.

• Dividetelo per la vostra altezza espressa in metri e moltiplicata al quadrato.

• Il risultato sarà il vostro BMI.

La formula esatta è: BMI = Peso (kg) : Altezza (m)2

Si considera normale un valore di BMI compreso tra 18,5 e 24,9.

Un valore di BMI inferiore a 18,5 indica sottopeso.

Un valore di BMI compreso tra 25 e 29,9 indica sovrappeso.

Un valore di BMI superiore a 30 indica obesità.

Comments (0) Jul 19 2010


il fato

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NON ESISTONO COINCIDENZE, SOLO IL FATO.

Comments (0) Jul 13 2010


lo faro’

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per la mia cucina :)

è troppo bello :)

Comments (1) Apr 09 2010


ops…

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ma che spreco!!!!

Comments (1) Apr 01 2010


la mia parola per il 2010!

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a58 G IMG_5486 R IMG_5674_2 !

è la ‘mia’ parolaper il 2010!

Smettere di rimandare, agire subito, ora! Un compito arduo per me che sono le regina delle procrastinatrici! :-(

Ma ci provo… almeno quando l’umore mi aiuta!

Comments (0) Mar 02 2010


che sia vero?

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Comments (0) Feb 27 2010


sto leggendo…

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:-)

Comments (0) Feb 21 2010


Poste Italiane e caselle postali

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C’e’ stato un tempo in cui scambiavo cartoline in maniera maniacale… e poi avevo tante corrispondenti (penpal) in giro per il mondo.. nulla di piu’ comodo di una casella postale.

All’inizio possedevo una casella postale “aperta” cioe’ la mia corrispondenza arrivava all’ufficio postale piu’ vicino a casa mia ed io in orario di apertura andavo quando mi pareva e ritiravo buste, pacchi, riviste e tutto.

Poi ci fu un cambiamento: le caselle postali aperte non si davano piu’ ai privati. chi voleva poteva usare un fermo posta (che brutto!!) e tutte le volte che si ritira segnare gli estremi di un documento di identita’ e blah blah blah. Decido di “affittare ” una casella. Una grande : ci sono piccole, medie e grandi. Se si vuole ricevere una busta A4 in condizioni decenti ci voleva quella grande. Il costo del noleggio era di euro 50,00 l’anno nel 2003.  Gia’ mi era dispiaciuto cambiare ufficio postale perche’ mi ero affezionata alle “mie signore”  pero’ li’ in quella agenzia non avevano caselle “chiuse” quindi cambio agenzia e a dire il vero, non mi rimane molto comoda. E non parcheggio mai in regola. E ho preso anche una multa… ma vabbè. Prima cosa scomoda è l’aggiornamento “globale” dell’indirizzo, il dover buttare via i miei timbri decorati e fogli e fogli di etichette (chi è in questo simil mondo mi capisce…)

Poi arriva la regola che i pacchi non possono essere piu’ spediti alle caselle postali. Uffa. Era una cosa comoda, ma niente piu’ pacchi e pacchettini.

Poi nemmeno le raccomandate. Le comodita’ sono finite…. per ritirare qualsiasi cosa mi prendo l’avviso dalla casella postale e mi faccio quasi sempre delle file vergognose.

Poi quest’anno l’affitto è quadruplicato: 200 euro. Ci ho pensato un po’… ma moltissime persone hanno quel riferimento li’, si è appena concluso uno swap in cui ho preparato una 40ina di card con quell’indirizzo.. insomma decido di pagare e tenere la mia casella ancora per un anno.

ALMENO l’impiegata mi ha detto che quasi tutti hanno disdetto.. *mega-grin*  ed io ero una delle poche “private” ad avere una casella.. perlopiu’ sono assicurazioni, enti.. robe cosi’.

Vediamo se l’anno prossimo abbassano di un po’ il canone… magari con tante disdette dappertutto…..

potete leggere anche QUI o anche QUI.. di articoli ce ne sono tantissimi!

Comments (1) Feb 16 2010


Complicanze dei DCA

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non se ne parla mai abbastanza…

Complicanze mediche dei DCA

Creato da Claudia Ravaldi il 8/04/2007, modificato il 8/01/2010

I disturbi del comportamento alimentare si caratterizzano per la presenza di numerose complicanze, sia dal punto di vista psicologico (rischio di suicidio, depressione, impulsività e utilizzo incongruo di sostanze psicoattive, dai farmaci alle droghe), che dal punto di vista fisico.

In particolare, le complicanze mediche dei disturbi del comportamento alimentare si estendono a diversi organi e apparati, con gravità variabili a seconda dello stato di malattia, della durata dei sintomi o della loro gravità, e non sempre sono reversibili attraverso la riabilitazione nutrizionale.

Alcuni apparati ed organi infatti in molti soggetti restano compromessi dalla denutrizione o dalle pratiche compensatorie utilizzate per perdere peso, tra questi l’osso, lo smalto dei denti, il fegato ed il rene.

Gli apparati che possono essere interessati dalle complicanze sono soprattutto:

  • Apparato cardiocircolatorio (danni al muscolo cardiaco, molto gravi e con esiti anche mortali)
  • Apparato gastrointestinale (lesioni ulcerative a esofago e stomaco, rottura di stomaco, riduzione della motilità intestinale, difficoltà digestive, statosi epatica, epatite acuta, pancreatite)
  • Apparato muscoloscheletrico (riduzione della massa muscolare e ossea, con osteoporosi da moderata a grave)
  • Apparato genito-urinario (amenorrea, sterilità, insufficienza renale acuta o cronica)
  • Sistema Nervoso Centrale (riduzione della performance cognitiva, perdita di memoria e concentrazione)
  • Sistema Nervoso Periferico (parestesie, cioè formicolii e perdita della sensibilità agli arti)

Rischio di morte nei DCA

Nei pazienti affetti da un disturbo del comportamento alimentare, sia in fase acuta che in fase cronica di malattia il rischio di morte è da ritenersi elevato. Le cause di morte sono legate a:

  1. complicanze del vomito e dell’abuso di diuretici/lassativi
  2. complicanze della denutrizione
  3. suicidio

Gli effetti del vomito autoindotto e del consumo di lassativi e diuretici

Lo squilibrio idro-salino dovuto al digiuno e soprattutto all’uso di lassativi, diuretici o vomito rappresenta una delle prime cause di danno fisico nei disturbi alimentari. Queste complicanze sono tipiche della Bulimia Nervosa e della Anoressia Nervosa con condotte di eliminazione.

Ipopotassiemia, iponatremia, ipocloremia La perdita di potassio, sodio e cloro provoca complicanze metaboliche (alcalosi, chetonuria), renali e cardiovascolari, sia in forma acuta che cronica.
I sintomi di uno squilibrio idroelettrolitico sono: sete, vertigini e ritenzione idrica, che causa gonfiore a gambe (edemi declivi) e braccia, debolezza, apatia, tic e spasmi nervosi.In particolare vomitare dopo avere assunto ingenti quantità di acqua (pratica molto diffusa nel tentativo, peraltro vano, di eliminare tutto quello che si è ingerito) crea un profondo e immediato cambiamento nell’equilibrio idrosalino, che ha come sintomo spossatezza, tremori e tachicardia e può esitare in aritmie cardiache anche gravi (dalla tachicardia sinusale alla fibrillazione ventricolare).
I danni renali più frequenti sono la nefropatia ipopotassiemica e la calcolosi renale.

Infiammazione delle ghiandole salivari Le ghiandole salivari risentono del vomito autoindotto e vanno rapidamente incontro a tumefazioni molto evidenti per aumento della produzione di saliva e per lo squilibrio idrosalino che si crea vomitando.Le ghiandole salivari infiammate si gonfiano, ma possono anche produrre calcoli di dimensioni variabili, che possono ostruire i dotti salivari e provocare un intenso dolore. La ghiandola parotide in particolare gonfiandosi tende a modificare la fisionomia del volto, dando al viso un aspetto tondeggiante; il fenomeno è reversibile generalmente in qualche settimana con l’astensione dalle pratiche compensatorie (sopratutto vomito).

Gli effetti della malnutrizione nei DCA

La malnutrizione presente nei vari quadri di DCA si manifesta con una generale riduzione del metabolismo basale (il corpo percepisce le carenze nutrizionali e inizia a ‘risparmiare’, limitando il consumo di energia), che si ripercuote velocemente sulla funzionalità della tiroide ( diminuzione dell’ormone FT3) che regola tra le altre la temperatura corporea (freddo alle estremità) .

La carenza di proteine è spesso responsabile della comparsa di gonfiore ed edemi alle gambe e al volto, ed è un segno grave, perché correlato ad un’aumentata mortalità.

Queste complicanze sono tipiche della Anoressia Nervosa, sia nella forma esclusivamente restrittiva sia nella froma con condotte di eliminazione.

Complicanze cardiovascolari Le principali complicanze cardiovascolari legate alla malnutrizione riguardano alterazioni sia del ritmo cardiaco (bradicardia e ipotensione arteriosa, ma anche tachicardia) che della normale anatomia del cuore (dal prolasso della valvola mitralica, alla diminuzione dello spessore delle pareti cardiache, o atrofia, al tamponamento cardiaco per raccolta di liquido tra i due foglietti che ricoprono il cuore). Complicanze gastrointestinali L’apparato grastrointestinale è tra i più direttamente colpiti nel caso di malnutrizione e di meccanismi compensatori; i soggetti con disturbi alimentari soffrono spesso di dolori e gonfiori addominali, specialmente dopo il pasto, digestione rallentata e difficoltosa, stitichezza, esofagite. In un terzo circa delle persone colpite da Anoressia Nervosa si riscontra un innalzamento delle transaminasi, dovuto a sofferenza epaticaL’ecografia epatica dimostra spesso un quadro di steatosi ‘fegato grasso’, secondario alla denutrizione.

Un’altra complicanza più rara ma temibile perché potenzialmente mortale è la pancreatite acuta.

Complicanze a carico di ossa e muscoli Osteoporosi e fratture spontanee sono dovute a una diminuzione dei livelli di estrogeni conseguente all’amenorrea o alla malnutrizione. In alcuni casi si osserva un aumento delle CPK, per aumento del catabolismo muscolare, in seguito ad iperattività fisica e alla denutrizione (il muscolo, in caso di deficit proteico, si ‘autodigerisce’ per fornire le proteine e gli aminoacidi necessari ad altri organi); può comparire una profonda debolezza (astenia), legata alla perdita di massa muscolare. Alterazioni ematologiche e immunologiche La riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue (anemia), la riduzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) e di piastrine (piastrinopenia o trombocitopenia), unite ad anomalie di vario genere della funzione immunitaria sono frequenti alterazioni che si manifestano nei pazienti affetti da DCA a seguito della grave malnutrizione. Amenorrea Assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi. L’amenorrea si verifica in seguito a una anomala secrezione di alcuni ormoni ipotalamici, che a loro volta determinano una riduzione dei livelli di LH, FSH ed una bassa produzione di estrogeni da parte dell’ovaio. La ridotta secrezione pulsatile dell’LH da parte dell’ipofisi causa una regressione ad un quadro prepuberale, con riduzione delle dimensioni dell’utero e delle ovaie. Atrofia cerebrale e anomalie neurologiche Alterazione causate da un deficit di sostanza bianca e grigia, dall’allargamento dei solchi e dalla dilatazione dei ventricoli cerebrali. Diminuzione dell’attenzione, della capacità di concentrazione e della memoria, con deficit di abilità visospaziale. Mentre le variazioni a carico della sostanza bianca e all’allargamento dei ventricoli ritornano alla normalità successivamente al recupero del peso corporeo, il deficit di volume della sostanza grigia può diventare irreversibile.

Letture consigliate

Borsello O., Mazzetti di Pietralata M., Le complicanze mediche dei Disturbi del Comportamento Alimentare. CIC edizioni internazionali Roma, 2003.

Ravaldi C, Vannacci A, Ricca V. Le complicanze cardiache dell’Anoressia Nervosa. Recenti Prog Med. 2003; 94:267-70.

Comments (0) Jan 19 2010


dalla mia finestra

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05/01/2010

ma quanto vuol nevicare????

neve20100105

Comments (0) Jan 05 2010