BMI: formula matematica

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Come calcolare il proprio Indice di Massa Corporea (BMI).

L’Indice di Massa Corporea detto anche BMI (dall’inglese: Body Mass Index) è un numero che esprime il rapporto esistente tra il peso in chilogrammi di una persona ed il quadrato della sua altezza espressa in metri.

Il BMI è considerato un indice molto più attendibile del solo peso corporeo per definire le caratteristiche fisiche di una persona. Per questo motivo viene di solito usato per la diagnosi delle patologie nutrizionali. Per calcolare il vostro BMI fate in questo modo:

• Prendete il vostro peso in chilogrammi.

• Dividetelo per la vostra altezza espressa in metri e moltiplicata al quadrato.

• Il risultato sarà il vostro BMI.

La formula esatta è: BMI = Peso (kg) : Altezza (m)2

Si considera normale un valore di BMI compreso tra 18,5 e 24,9.

Un valore di BMI inferiore a 18,5 indica sottopeso.

Un valore di BMI compreso tra 25 e 29,9 indica sovrappeso.

Un valore di BMI superiore a 30 indica obesità.

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miracoli digitali

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cliccare sull’immagine per essere ridirezionati su youtube dove è possibile vedere il video.

strabiliante. tristissimo.

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Complicanze dei DCA

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non se ne parla mai abbastanza…

Complicanze mediche dei DCA

Creato da Claudia Ravaldi il 8/04/2007, modificato il 8/01/2010

I disturbi del comportamento alimentare si caratterizzano per la presenza di numerose complicanze, sia dal punto di vista psicologico (rischio di suicidio, depressione, impulsività e utilizzo incongruo di sostanze psicoattive, dai farmaci alle droghe), che dal punto di vista fisico.

In particolare, le complicanze mediche dei disturbi del comportamento alimentare si estendono a diversi organi e apparati, con gravità variabili a seconda dello stato di malattia, della durata dei sintomi o della loro gravità, e non sempre sono reversibili attraverso la riabilitazione nutrizionale.

Alcuni apparati ed organi infatti in molti soggetti restano compromessi dalla denutrizione o dalle pratiche compensatorie utilizzate per perdere peso, tra questi l’osso, lo smalto dei denti, il fegato ed il rene.

Gli apparati che possono essere interessati dalle complicanze sono soprattutto:

  • Apparato cardiocircolatorio (danni al muscolo cardiaco, molto gravi e con esiti anche mortali)
  • Apparato gastrointestinale (lesioni ulcerative a esofago e stomaco, rottura di stomaco, riduzione della motilità intestinale, difficoltà digestive, statosi epatica, epatite acuta, pancreatite)
  • Apparato muscoloscheletrico (riduzione della massa muscolare e ossea, con osteoporosi da moderata a grave)
  • Apparato genito-urinario (amenorrea, sterilità, insufficienza renale acuta o cronica)
  • Sistema Nervoso Centrale (riduzione della performance cognitiva, perdita di memoria e concentrazione)
  • Sistema Nervoso Periferico (parestesie, cioè formicolii e perdita della sensibilità agli arti)

Rischio di morte nei DCA

Nei pazienti affetti da un disturbo del comportamento alimentare, sia in fase acuta che in fase cronica di malattia il rischio di morte è da ritenersi elevato. Le cause di morte sono legate a:

  1. complicanze del vomito e dell’abuso di diuretici/lassativi
  2. complicanze della denutrizione
  3. suicidio

Gli effetti del vomito autoindotto e del consumo di lassativi e diuretici

Lo squilibrio idro-salino dovuto al digiuno e soprattutto all’uso di lassativi, diuretici o vomito rappresenta una delle prime cause di danno fisico nei disturbi alimentari. Queste complicanze sono tipiche della Bulimia Nervosa e della Anoressia Nervosa con condotte di eliminazione.

Ipopotassiemia, iponatremia, ipocloremia La perdita di potassio, sodio e cloro provoca complicanze metaboliche (alcalosi, chetonuria), renali e cardiovascolari, sia in forma acuta che cronica.
I sintomi di uno squilibrio idroelettrolitico sono: sete, vertigini e ritenzione idrica, che causa gonfiore a gambe (edemi declivi) e braccia, debolezza, apatia, tic e spasmi nervosi.In particolare vomitare dopo avere assunto ingenti quantità di acqua (pratica molto diffusa nel tentativo, peraltro vano, di eliminare tutto quello che si è ingerito) crea un profondo e immediato cambiamento nell’equilibrio idrosalino, che ha come sintomo spossatezza, tremori e tachicardia e può esitare in aritmie cardiache anche gravi (dalla tachicardia sinusale alla fibrillazione ventricolare).
I danni renali più frequenti sono la nefropatia ipopotassiemica e la calcolosi renale.

Infiammazione delle ghiandole salivari Le ghiandole salivari risentono del vomito autoindotto e vanno rapidamente incontro a tumefazioni molto evidenti per aumento della produzione di saliva e per lo squilibrio idrosalino che si crea vomitando.Le ghiandole salivari infiammate si gonfiano, ma possono anche produrre calcoli di dimensioni variabili, che possono ostruire i dotti salivari e provocare un intenso dolore. La ghiandola parotide in particolare gonfiandosi tende a modificare la fisionomia del volto, dando al viso un aspetto tondeggiante; il fenomeno è reversibile generalmente in qualche settimana con l’astensione dalle pratiche compensatorie (sopratutto vomito).

Gli effetti della malnutrizione nei DCA

La malnutrizione presente nei vari quadri di DCA si manifesta con una generale riduzione del metabolismo basale (il corpo percepisce le carenze nutrizionali e inizia a ‘risparmiare’, limitando il consumo di energia), che si ripercuote velocemente sulla funzionalità della tiroide ( diminuzione dell’ormone FT3) che regola tra le altre la temperatura corporea (freddo alle estremità) .

La carenza di proteine è spesso responsabile della comparsa di gonfiore ed edemi alle gambe e al volto, ed è un segno grave, perché correlato ad un’aumentata mortalità.

Queste complicanze sono tipiche della Anoressia Nervosa, sia nella forma esclusivamente restrittiva sia nella froma con condotte di eliminazione.

Complicanze cardiovascolari Le principali complicanze cardiovascolari legate alla malnutrizione riguardano alterazioni sia del ritmo cardiaco (bradicardia e ipotensione arteriosa, ma anche tachicardia) che della normale anatomia del cuore (dal prolasso della valvola mitralica, alla diminuzione dello spessore delle pareti cardiache, o atrofia, al tamponamento cardiaco per raccolta di liquido tra i due foglietti che ricoprono il cuore). Complicanze gastrointestinali L’apparato grastrointestinale è tra i più direttamente colpiti nel caso di malnutrizione e di meccanismi compensatori; i soggetti con disturbi alimentari soffrono spesso di dolori e gonfiori addominali, specialmente dopo il pasto, digestione rallentata e difficoltosa, stitichezza, esofagite. In un terzo circa delle persone colpite da Anoressia Nervosa si riscontra un innalzamento delle transaminasi, dovuto a sofferenza epaticaL’ecografia epatica dimostra spesso un quadro di steatosi ‘fegato grasso’, secondario alla denutrizione.

Un’altra complicanza più rara ma temibile perché potenzialmente mortale è la pancreatite acuta.

Complicanze a carico di ossa e muscoli Osteoporosi e fratture spontanee sono dovute a una diminuzione dei livelli di estrogeni conseguente all’amenorrea o alla malnutrizione. In alcuni casi si osserva un aumento delle CPK, per aumento del catabolismo muscolare, in seguito ad iperattività fisica e alla denutrizione (il muscolo, in caso di deficit proteico, si ‘autodigerisce’ per fornire le proteine e gli aminoacidi necessari ad altri organi); può comparire una profonda debolezza (astenia), legata alla perdita di massa muscolare. Alterazioni ematologiche e immunologiche La riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue (anemia), la riduzione del numero di globuli bianchi (leucopenia) e di piastrine (piastrinopenia o trombocitopenia), unite ad anomalie di vario genere della funzione immunitaria sono frequenti alterazioni che si manifestano nei pazienti affetti da DCA a seguito della grave malnutrizione. Amenorrea Assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi. L’amenorrea si verifica in seguito a una anomala secrezione di alcuni ormoni ipotalamici, che a loro volta determinano una riduzione dei livelli di LH, FSH ed una bassa produzione di estrogeni da parte dell’ovaio. La ridotta secrezione pulsatile dell’LH da parte dell’ipofisi causa una regressione ad un quadro prepuberale, con riduzione delle dimensioni dell’utero e delle ovaie. Atrofia cerebrale e anomalie neurologiche Alterazione causate da un deficit di sostanza bianca e grigia, dall’allargamento dei solchi e dalla dilatazione dei ventricoli cerebrali. Diminuzione dell’attenzione, della capacità di concentrazione e della memoria, con deficit di abilità visospaziale. Mentre le variazioni a carico della sostanza bianca e all’allargamento dei ventricoli ritornano alla normalità successivamente al recupero del peso corporeo, il deficit di volume della sostanza grigia può diventare irreversibile.

Letture consigliate

Borsello O., Mazzetti di Pietralata M., Le complicanze mediche dei Disturbi del Comportamento Alimentare. CIC edizioni internazionali Roma, 2003.

Ravaldi C, Vannacci A, Ricca V. Le complicanze cardiache dell’Anoressia Nervosa. Recenti Prog Med. 2003; 94:267-70.

Comments (0) Jan 19 2010


Drunkoressia

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Dal questo sito:

ALLARME IN UN CONVEGNO A MILANO

Giorni a digiuno per ubriacarsi
Ecco l’anoressia da happy hour

Drunkoressia, ovvero, senza mangiare per “farsi” di aperitivi.  Sfiancanti digiuni di 24, 48 ore. Solo acqua e sigarette per tenersi in piedi fino alle 7 di sera. È il rito pre-happy hour per molte adolescenti anoressiche. Ed è il nuovo allarme lanciato in un convegno a Milano

Milano, 5 giugno 2009 - La chiamano “drunkoressia” e già nel nome è inquietante. Che significa? Sfiancanti digiuni di 24, 48 ore. Solo acqua e sigarette per tenersi in piedi fino alle 7 di sera. È il rito pre-happy hour per molte adolescenti anoressiche. Scatta in vista di serate scandite da file di ‘one shot’, bicchierini di superalcolici bevuti quasi a stomaco vuoto, o dopo avere spiluccato qua e là dal buffet dell’aperitivo.

Nei mille volti dell’anoressia c’è anche questo: si chiama ‘drunkoressià ed è una delle spie del disturbo alimentare. Astinenza dal cibo per potersi permettere ‘l’abbuffata alcolica’. Perchè chi soffre di anoressia è consapevole delle calorie presenti in un cocktail, ma deroga alle rigide regole alimentari che si impone per cedere al fascino dell’alcol, disinibente e facilitatore dei rapporti sociali. E lo fa solo attivando meccanismi preventivi di compensazione. Una sorta di dieta in cui il cibo è sostituito dal bicchiere.
Il fenomeno è stato osservato e descritto durante un convegno a Milano, da un medico di medicina generale della metropoli, Maria Cristina Campanini. Ma gli esperti confermano: «La tendenza a eccedere con l’alcol è molto diffusa fra anoressiche e bulimiche, che lo ‘usanò in relazione al loro disturbo», spiega Dasha Nicholls, psichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza e co-direttore del servizio di Feeding and Eating Disorders nel Great Ormond Street Hospital di Londra. C’è chi affoga nel rum l’ansia di aver mangiato troppo e chi beve per indursi un senso di sazietà. O ancora chi lo fa per superare difficoltà di relazione, o sulla scia di impulsi incontrollabili. Oppure perchè l’alcol è una delle vie più semplici per arrivare a vomitare.
«Nel mio studio - racconta Campanini durante il convegno, organizzato dall’ospedale San Paolo di Milano per presentare un progetto per bambini e adolescenti con questi problemi - sono passate diverse ragazze con disturbi alimentari. Di queste due sono morte, una suicida. Ragazze che, una volta costruito un rapporto di fiducia, raccontano delle ‘filè durante gli happy hour. Non file per pagare o servirsi al buffet. Ma file di bicchierini superalcolici che bevono, uno dietro l’altro, per sentirsi sazie e disinibite».

Comments (0) Jun 18 2009


definizione….

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La bulimia è un disturbo del comportamento alimentare, caratterizzato da crisi improvvise, rapide ed eccessive di assunzione di cibo a cui si associano comportamenti compensatori (vomito).

bulimia

Comments (0) Jun 10 2009


Villa Maria Luigia

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Se devo dire la verita’ non credo di essermi ripresa del tutto dalla scorsa estate. I mesi da aprile a settembre sono stati un incubo: faticosi, lunghi, stancanti e pieni di tante lacrime. Io odio Monticelli terme, Traversetolo e tutti i luoghi di quei mesi. Ma il film ricomincia, ora siamo nei preparativi… forse lo affrontero’ in modo diverso, bene o male so quello che mi/ci aspetta. Mia sorella sara’ alla “Villa” per altri tre mesi almeno.

Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)

Reparto DCA
I
disturbi del comportamento alimentare rappresentano, oggi giorno, una
malattia drammatica con un impatto doloroso sulla vita di coloro che ne
soffrono e su quella delle loro famiglie.
Dal 1996, il centro per
la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare
dell’ospedale, traendo ispirazione dal modello “cognitivo” di
interpretazione e di sviluppo della malattia, ha applicato una modalità
di trattamento multidisciplinare che, integrando varie professionalità,
intende dare una risposta omogenea e coerente alla complessità delle
manifestazioni con cui si esprimono i disturbi del comportamento
alimentare.

Attraverso
l’applicazione di un metodo “lenient” (dolce) che richiama l’utente
allo svolgimento di un ruolo attivo e co-terapeutico (viene escluso
l’impiego di metodi di nutrizione aggressivi), l’equipe curante,
organizzata secondo il modello del “milieu cognitivo,” si propone di
ridurre fortemente e/o di eliminare i fattori cosiddetti primari
(restrizione alimentare, metodi di compenso e condotte di eliminazione,
abbuffate, body cecking, etc.) e secondari (bassa autostima nucleare,
perfezionismo clinico, disregolazione delle emozioni e problemi di
transizione di ruolo) di mantenimento del disturbo.

L’equipe
curante, dopo una fase ambulatoriale pre-ricovero, finalizzata ad una
valutazione diagnostica, propone i seguenti trattamenti:
- Ricovero residenziale: dopo un primo periodo dedicato
all’assessment  psicodiagnostico, alla concettualizzazione del caso e
allo specifico lavoro sulla motivazione, l’utente è attivamente
coinvolto nel percorso di cambiamento attraverso la partecipazione a
specifici gruppi di terapia e a colloqui individuali, in un continuo
rimando fra la cura del corpo (riabilitazione psico-nutrizionale) e a
quella della mente (psicoterapia). Ciascun utente ha come riferimento
un medico- psichiatra ed uno psicologo-psicoterapeuta “personali”, in
aggiunta all’equipe nel suo complesso.
- Ricovero in regime day-hospital: la prosecuzione del trattamento
avviene non solo per stabilizzare ed ulteriormente migliorare i
risultati ottenuti nella fase precedente ma anche per preparare e
organizzare il successivo rientro al domicilio. A tal fine viene
promossa l’acquisizione di una  sempre maggiore autonomia sia nella
gestione dell’alimentazione che delle relazioni interpersonali.

Su
specifica proposta  dei dipartimenti di salute mentale è prevista la
possibilità di un trattamento cosiddetto “a pacchetto” della durata di
venti settimane articolato in dodici settimane di ricovero più otto
settimane di day-hospital e un Follow-up con rivalutazione dopo sei
mesi/un anno dalla dimissione.

Completano le
proposte terapeutiche prima illustrate: lo screening e la costante
sorveglianza  delle condizioni internistiche (ECG settimanale,
ecografia addomino-pelvica, Rx sella turcica, esami ematochimici
ripetuti, assessment nutrizionale) e il coinvolgimento dei familiari
sia attraverso la partecipazione a gruppi psicoeducazionali
appositamente dedicati (a cadenza quindicinale) sia, per gli utenti
minorenni, attraverso incontri di counseling familiare.
Il
programma di trattamento dei DCA, riconosciuto dalla Regione Emilia
Romagna (delibera di Giunta n° 2582, 16/12/2002) opera  in stretta
connessione con la rete dei servizi territoriali al fine di garantire,
favorendo e promuovendo l’integrazione fra le varie agenzie sanitarie,
la continuità delle cure e dei progetti terapeutici.
L’equipe del centro, i cui membri sono a disposizione dei familiari
secondo gli orari di ricevimento e ogni qual volta se ne ravvisi la
necessità, è composta da:
- medici psichiatri-psicoterapeuti
- medici internisti
- psicologi-psicoterapeuti
- dietiste
- tecnici della riabilitazione psichiatrica
- psicomotricista
- coordinatrice infermieristica e infermieri professionali

Servizi accessori:
è disponibile per gli utenti del reparto DCA un servizio di lavanderia.

Modalità di distribuzione dei pasti:
si precisa per il reparto DCA la presenza di standard garantiti:
- Sala da pranzo dedicata
- Costante presenza della dietista ai pasti
(escluso sabato, domenica e festivi).

Visite dei Familiari
I permessi di visita sono regolati nel seguente modo:
- i familiari (genitori, fratelli, figli, mariti, mogli, conviventi)
possono incontrare i/le pazienti dopo le prime quattro settimane di
ricovero, ad eccezione delle ragazze/i minorenni che possono ricevere
visite pure durante il primo periodo.
- gli amici possono accedere alla struttura solo dopo la prima settimana.
Durante la settimana
dalle ore 20,40 alle ore 21,10
Nei fine settimana
dalle ore 10,00 alle ore 11,30
dalle ore 12,30 alle ore 15,45
dalle ore 16,30 alle ore 18,0


I permessi di uscita
- I permessi di uscita non sono solo un diritto
ma un atto terapeutico e di collaborazione tra equipe e paziente;
vengono rilasciati solo dai medici dell’equipe curante
- Durante la prima settimana
(di osservazione) non è possibile usufruire dei permessi di uscita.
- Nelle successive settimane di degenza vengono
rilasciati permessi se le condizioni psichiche e cliniche lo consentono
Mattino: dopo la colazione,
fino alle ore 11,30 tenendo conto delle attività terapeutiche
Pomeriggio:
- periodo invernale:
dalle ore 13,30 alle ore 18,00
- periodo estivo:
dalle ore 17,00 alle ore 18,00

I suddetti orari sono validi anche per quanto riguarda le uscite nel
parco dell’ospedale; durante il periodo estivo l’accesso
al parco è consentito anche
dalle ore 19,30 alle 20,30.
Al di fuori degli orari di uscita i permessi vengono concessi solo a pazienti accompagnati dai familiari.


Dopo il passaggio al tavolo dell’alimentazione “responsabile”
i permessi sono liberi compati-bilmente alla partecipazione alle attività terapeutiche programmate.
Le pazienti che consumano la merenda fuori dalla struttura potranno usufruire del permesso pomeridiano a partire
dalle ore 15,45.
Durante la settimana di Time-Out
i permessi sono temporaneamente sospesi.

Norme per l’utilizzo dei telefoni cellulari
I telefoni cellulari devono essere tenuti spenti durante tutte le attività (compresa quella di laboratorio).

Suggerimenti per affrontare il programma di Villa Maria Luigia nel modo più efficace
- Non utilizzare sostanze alcooliche e o stupefacenti
- Non utilizzare farmaci non consigliati dai  medici della struttura
- Non assumere cibi, bevande e dolciumi non somministrati dall’equipe
- Non compiere atti autolesionistici o comportamenti di tipo suicidario
- Le variazioni di regime alimentare sono di
pertinenza dell’equipe
- Partecipare a tutte le attività del programma: alimentazione
meccanica, gruppi  di psicoterapia, terapia corporea, gruppi
psicoeducazionali, gruppi di educazione sessuale
- Non contattare altri psicoterapeuti senza il parere dell’equipe.

Comments (3) Jun 09 2009